Noto, Italy
Italy · Destinazione

Noto
Mediterraneo

Una città intera progettata in una volta sola, con una pietra sola, dopo il terremoto del 1693. Tre piazze in fila, sei balconi scolpiti e u

Una città intera progettata in una volta sola, con una pietra sola, dopo il terremoto del 1693. Tre piazze in fila, sei balconi scolpiti e un calcare che alle sei di sera diventa oro.

Visitare Noto

Noto è una destinazione mediterranea in Sicilia. Scopri case vacanza selezionate, tour ed esperienze guidate, noleggi barca e transfer aeroportuali, e prenota direttamente con host e autisti locali.

Come arrivare a Noto

L’Aeroporto di Catania è a circa un’ora e un quarto. Quasi tutti vedono Noto in mezza giornata e la abbinano a Siracusa, mezz’ora più a nord: è questo che rende l’auto o un transfer la scelta sensata, più del treno.

Transfer privato — Aeroporto di Catania (CTA)

Transfer privato

Aeroporto di Catania (CTA) · circa 1 h 15

Il modo più semplice per fare Noto e Siracusa nella stessa giornata, con la discesa alla Porta Reale: oltre, il corso è in salita e pieno di scalinate.

Treno regionale — Siracusa

Treno regionale

Siracusa · circa 30 min

Una linea secondaria con poche corse al giorno. Funziona se la giornata è costruita attorno a lei; non funziona se volete Noto nella luce del tardo pomeriggio e Siracusa per cena.

Auto a noleggio — E45, uscita Noto

Auto a noleggio

E45, uscita Noto · 30 min da Siracusa

L’opzione più libera per il Val di Noto, dove le cose belle sono sparse: Vendicari, Marzamemi, Modica e Ragusa Ibla. Si parcheggia appena fuori la Porta Reale.

Cosa vedere a Noto

Noto è una scenografia, ed è stata costruita per esserlo: tre strade parallele seguono le curve di livello, e quella centrale attraversa tre piazze in fila, ciascuna con la sua chiesa messa in scena come un fondale. È tutta una pietra sola e un momento solo.

Corso Vittorio Emanuele — Dalla Porta Reale a Piazza XVI MaggioFoto: BlueKeys

Corso Vittorio Emanuele

Dalla Porta Reale a Piazza XVI Maggio · La strada messa in scena

Calcare color miele per tutta la lunghezza, con una chiesa a chiudere ciascuna delle tre piazze. Va percorso alle sei di sera, quando la pietra diventa oro: è l’ora per cui è stato disegnato.

I balconi di Palazzo Nicolaci — Via Corrado NicolaciFoto: BlueKeys

I balconi di Palazzo Nicolaci

Via Corrado Nicolaci · Scultura barocca, XVIII secolo

Sei balconi su mensole scolpite con leoni, sirene, cavalli, ippogrifi e facce grottesche, ognuna diversa. È il dettaglio più fotografato di Sicilia, e se lo merita.

L’Infiorata — Via Corrado Nicolaci, a maggioFoto: BlueKeys

L’Infiorata

Via Corrado Nicolaci, a maggio · Un fine settimana l’anno

La strada in pendenza viene tappezzata da un capo all’altro di mosaici fatti solo di petali, stesi nella notte fra i palazzi barocchi. È il fine settimana più pieno dell’anno, e vale la pena costruirci sopra il viaggio.

Marzamemi — Venti minuti a sudFoto: BlueKeys

Marzamemi

Venti minuti a sud · Borgo di pescatori

Una piazza che si apre dritta sul mare, case basse color ocra intorno e i tavoli fuori. Cenare qui dopo Noto è il modo abituale di chiudere la giornata, e se lo merita.

La campagna del Val di Noto — Tutt’intorno al paeseFoto: BlueKeys

La campagna del Val di Noto

Tutt’intorno al paese · Mandorle, olivi, carrubi

Muretti a secco che dividono mandorleti e uliveti, carrubi e bassi casali barocchi. Da qui vengono le mandorle di Avola, e da qui i pomodori di Pachino.

Cosa si mangia a Noto

Le granite qui — al gelso, alla mandorla — sono fra le migliori dell’isola, e le mandorle vengono da Avola qui accanto. Modica, un’ora a ovest, lavora il cioccolato a freddo secondo una ricetta arrivata dagli aztechi via Spagna, e vale la deviazione.

Gite in giornata da Noto

Siracusa e Ortigia a mezz’ora a nord, Vendicari e Marzamemi a un quarto d’ora a sud, Modica e Ragusa Ibla a un’ora a ovest. Tutto il Val di Noto — otto città tardo-barocche ricostruite dopo lo stesso terremoto — sta dentro un’ora da qui.

Dove dormire

Noto è piccola e quasi tutti ci passano in mezza giornata. Dormirci compra il corso alle sei di sera e di nuovo alle otto del mattino, entrambe senza i pullman: è allora che la pietra fa davvero quello per cui è stata costruita.

Guida di viaggio

Cosa devo sapere prima di visitare Noto?

Una città ricostruita tutta insieme

L’11 gennaio 1693 un terremoto di magnitudo stimata attorno a 7,4 distrusse la Sicilia sud-orientale. Noto — quella vecchia, dieci chilometri più su, su un colle — fu rasa al suolo. Invece di ricostruirla dov’era, decisero di spostarla: presero un pendio dolce affacciato sulla valle dell’Asinaro e ci disegnarono sopra una città nuova, dal nulla, tutta in una volta.

È questo che rende Noto diversa da qualunque altro centro barocco: non è una città antica con dentro delle chiese barocche, è una città interamente progettata in una sola stagione architettonica, da un gruppo di architetti che lavorarono insieme — Rosario Gagliardi su tutti — con lo stesso vocabolario e la stessa pietra. La pietra è un calcare tenero del posto che al sole delle sei di sera diventa dorata, e che ha dato a Noto il nome che tutti usano: la capitale del barocco siciliano. Dal 2002 è patrimonio UNESCO insieme alle altre sette città tardo-barocche del Val di Noto.

Come è fatta

Il piano è semplice e volutamente teatrale: tre assi paralleli seguono le curve di livello, e quello centrale — corso Vittorio Emanuele — attraversa tre piazze in fila, ciascuna con la sua chiesa messa in scena come un fondale. Chi cammina il corso da un capo all’altro passa da un colpo di scena all’altro, ed è esattamente l’effetto che gli architetti volevano.

La Cattedrale di San Nicolò sta in cima a una scalinata larghissima che è a tutti gli effetti una platea. Crollò nel 1996 — la cupola cedette una notte di marzo — e fu riaperta nel 2007 dopo undici anni di ricostruzione. Di fronte, Palazzo Ducezio è il municipio. Poco più avanti, Palazzo Nicolaci di Villadorata ha i sei balconi più fotografati della Sicilia: mensole scolpite con leoni, sirene, cavalli, ippogrifi e facce grottesche, ognuna diversa. La chiesa di San Domenico, con la facciata convessa, chiude la terza piazza.

Nel quartiere alto, oltre il corso, la città diventa più povera e più vera: vicoli, panni stesi, e ogni tanto una chiesa che nessuno visita. Le terrazze dei campanili — quello di San Carlo si sale — danno la vista da cui si capisce l’impianto: i tetti tutti della stessa pietra e la valle di ulivi dietro.

Cosa rende Noto diversa

La coerenza. In mezza giornata si vede tutto, e proprio perché è tutto dello stesso momento se ne esce con un’idea chiara di che cosa fosse il barocco, cosa che a Palermo o a Catania — dove il barocco è mescolato a nove secoli d’altro — non succede.

Poi c’è quello che sta intorno, che è metà del motivo per venire. Mezz’ora a nord c’è Siracusa con Ortigia. Un quarto d’ora a sud comincia la riserva di Vendicari: saline, fenicotteri in migrazione, una tonnara abbandonata e spiagge dietro le dune fra le più belle dell’isola. Poco oltre Marzamemi, borgo di pescatori con la piazza sul mare. E a un’ora verso ovest il resto del Val di Noto — Modica, con il cioccolato lavorato a freddo secondo una ricetta arrivata dagli aztechi via Spagna, e Ragusa Ibla. A maggio l’Infiorata copre via Corrado Nicolaci di mosaici fatti con i petali, ed è il fine settimana in cui il paese è più pieno dell’anno.

Note pratiche

Noto è piccola e si gira interamente a piedi, ma il corso è in leggera salita e le scalinate sono molte: scarpe comode. Le auto si lasciano nei parcheggi appena fuori la Porta Reale. Chi arriva in aereo passa dall’Aeroporto di Catania, a un’ora e un quarto circa; un transfer privato è il modo più semplice per farla insieme a Siracusa nella stessa giornata.

Il clima è il più caldo e asciutto della Sicilia: 11-17 °C a gennaio, 17-25 °C in primavera, 27-34 °C fra luglio e agosto, con autunni lunghi e miti fino a novembre. La luce migliore è il tardo pomeriggio, quando la pietra vira all’oro: è l’ora in cui Noto va vista, non mezzogiorno. In estate il centro a mezzogiorno è senza ombra e senza gente, per ottime ragioni. I ristoranti seguono gli orari italiani, e le granite qui — al gelso, alla mandorla — sono fra le migliori dell’isola.

Domande frequenti

Su Noto

Si possono fare Noto e Siracusa nello stesso giorno?+
Facilmente, ed è il modo abituale. Sono a mezz’ora di strada l’una dall’altra. L’ordine conta più dell’orario: il parco archeologico di Siracusa dà il meglio la mattina, prima che il caldo renda insopportabile la cavea aperta, mentre Noto vuole il tardo pomeriggio, quando il calcare diventa oro — è l’ora per cui l’intero paese è stato disegnato, e a mezzogiorno d’estate il corso è senza ombra e senza gente, per ottime ragioni. Quindi: prima parco e museo, pranzo, Noto per la luce, e cena a Marzamemi venti minuti più a sud sulla via del ritorno. Un’auto o un transfer privato rendono la cosa possibile; il treno regionale fra le due ha poche corse al giorno e obbliga a costruirci sopra la giornata.
A che ora conviene vedere Noto?+
Il tardo pomeriggio, senza troppi dubbi. Noto è costruita interamente con un calcare tenero del posto che diventa oro mentre il sole cala, e le tre piazze lungo il corso sono state disposte come una sequenza di colpi di scena proprio per quella luce. Verso le sei di sera l’intero paese fa quello per cui è stato progettato. L’opposto è mezzogiorno d’estate: questo è l’angolo più caldo e asciutto della Sicilia — fra 27 e 34 °C in luglio e agosto — il corso è in salita e pieno di scalinate, e non ha quasi ombra: è per questo che lo troverete vuoto. Se ci dormite, le otto del mattino sono l’altra ora buona: stessa pietra, stesso vuoto, e nessun pullman.
Esplora ville selezionate, tour curati ed esperienze locali.

Pronto a pianificare il tuo viaggio a Noto?

Tutto in un posto

Soggiorni, tour, transfer e charter — una piattaforma, una prenotazione

Host verificati

Ogni proprietà verificata personalmente dal nostro team

Concierge 24/7

Assistenza locale dalla prenotazione al check-out

Esperienza locale

Con sede a Sorrento — conosciamo ogni angolo